Nuove forme di comunicazione al Salone del Libro di Torino

2015-05-17 17.34.40Il Salone del Libro di Torino si è da poco concluso, e noi abbiamo voluto essere presenti alla manifestazione per curiosare soprattutto tra le nuove idee delle start-up e capire quale progetto potesse rivoluzionare in qualche modo il principio di comunicazione coniugato naturalmente al settore dell’editoria e della letteratura. Dobbiamo dire che di progetti interessanti ne abbiamo trovai diversi, ma non possiamo certo approfondirli tutti in un articolo, quindi abbiamo deciso di soffermarci su quello che più di ogni altro, secondo noi, potrà avere un futuro e riuscire a cambiare le cose in modo decisamente importante: Aureoo.

Aureoo è una piattaforma sviluppata da una start-up innovativa trentina, vincitrice anche di un bando provinciale: si tratta di un portale dedicato proprio al libro, ma che si differenzia totalmente da tutti quelli che già possiamo trovare in rete. Non è infatti la solita piattaforma in cui poter trovare informazioni, recensioni e al massimo letture consigliate in base ad un algoritmo automatico, ma molto di più: Aureoo è un social network, in cui gli utenti possono interagire e creare connessioni tra i vari contenuti, in modo da sviluppare una lettura crossmediale, di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi.

Il progetto è nato dalle menti di due ragazzi trentini, Matteo e Ivano, che hanno voluto dare vita ad una start-up dedicata proprio al sapere, alla cultura e alla letteratura ma che al contempo hanno voluto svecchiare queste concezioni, per poterle inserire in nuove forme di comunicazione rivolte al futuro e all’innovazione.

Su Aureoo, quindi, si parte dal libro, sì, ma lo si fa con una modalità del tutto nuova: si possono creare connessioni di ogni tipo tra un libro e una fotografia, un articolo di giornale, un brano musicale, un video, e qualsiasi cosa che possa essere collegata in qualche modo. Gli utenti possono interagire tra di loro, elargire consigli, trovare libri connessi tra di loro ma non perchè un algoritmo l’ha determinato bensì perchè gli stessi utenti hanno contribuito a creare un percorso culturale specifico, con le connessioni che a loro volta hanno arricchito lo storytelling.

Il portale è già online: noi siamo pronti a collegarci in cerca di connessoni…e voi?